La salita alla Regina delle Dolomiti, la più ambita del gruppo attraverso i suoi ghiacciai in ambiente  d’alta quota (m. 3343)

Marmolada (detta la Regina delle DolomitiMarmolèda in ladino e Marmolata in tedesco) è un gruppo montuoso[1] delle Alpi, tra le province di Trento (Trentino-Alto Adige) e Belluno (Veneto), il più alto delle Dolomiti oltre che del Veneto, raggiungendo la quota massima con la Punta Penia (3.343 m).

La Val Pettorina la delimita ad oriente e la Val di Fassa ad occidente, mentre importanti vallate interne alla catena montuosa sono (da est a ovest): la Val Contrin, la Val di Grepa e la Val San Nicolò. A rigore non è composta da dolomia (come le Dolomiti vere e proprie) bensì per lo più da calcari grigi molto compatti derivati da scogliere coralline (calcare della Marmolada), con inserti di materiale vulcanico. Importante è anche la presenza del più grande ghiacciaio delle Dolomiti, il Ghiacciaio della Marmolada.

Il ghiacciaio è il più esteso apparato glaciale delle Dolomiti. A monte è delimitato dalla cresta rocciosa che culmina con Punta Rocca (3.309 m) dalla quale è possibile scorgere in giornate limpide Svizzera,Liechtenstein, Austria e Germania. Dopo il forte ritiro degli ultimi anni la fronte si è attestata a monte degli speroni rocciosi (Sasso delle Undici e Sasso delle Dodici) che fino a pochi anni fa la suddividevano nettamente in tre settori (Orientale, Centrale e Occidentale). Ora la fronte appare appiattita e poco frastagliata, anche se la tradizionale suddivisione in tre settori è rimasta. Negli ultimi anni si è completamente separato dal settore che occupa il circo a valle di Punta Penia, al quale era collegato con una sottile fascia di ghiaccio: ora tale settore costituisce un individuo a sé stante.

Come tutti i ghiacciai delle Alpi, anche il ghiacciaio della Marmolada si è ultimamente molto ritirato[1]. Nell’arco di un secolo le sue dimensioni si sono più che dimezzate: oggi misura 190 ettari, nel 1910 misurava 450 ettari[2].

L’alimentazione del ghiacciaio è diretta, non essendo circondato da alte pareti rocciose che scaricano valanghe sulla sua superficie. Un certo apporto nevoso da valanghe si può avere nel settore più occidentale, quello racchiuso dalle dorsali rocciose che culminano con Punta Rocca e Punta Penia. Negli anni più poveri di neve o con le estati più calde il ghiacciaio è rimasto quasi privo di neve residua, con poche chiazze attestate alle quote più elevate. Anche le zone crepacciate si sono ridotte di molto[3].

Su questo ghiacciaio si pratica lo sci, anche estivo nelle annate favorevoli, ed è quindi raggiunto da impianti di risalita. Nel settore orientale, gli impianti raggiungono le zone più elevate del ghiacciaio, vicino a Punta Rocca. A 2.700 metri di quota, sotto il ghiacciaio, si trova il rifugio Ghiacciaio della Marmolada. La via normale di salita alle varie vette della Marmolada prevede la risalita del ghiacciaio.

Le vette principali del gruppo della Marmolada sono:

Durante la prima guerra mondiale, la Marmolada segnava un tratto del fronte italo-austriaco, e la montagna fu teatro di scontri, come confermano le postazioni ancora visibili sui versanti est e nord.[4] Gli austriaci per difendersi scavarono addirittura un labirinto di gallerie all’interno del ghiacciaio chiamate “La città di ghiaccio” (ora scomparse a causa del naturale movimento della calotta verso valle). Oggi, la Marmolada è meta di sciatori ed alpinisti, e le località circostanti (come Canazei e Malga Ciapela) sono dei rinomati centri turistici attivi tutto l’anno.